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	<title>Scienza e Montagna</title>
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	<description>Un blog di Jacopo Pasotti</description>
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		<title>Scienza e Montagna</title>
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		<title>Scienza E Montagna vi saluta</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 07:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230; e vi da appuntamento su Scienza.Alfa!!!<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=501&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; e vi da appuntamento su <a href="http://scienzapuntoalfa.wordpress.com/">Scienza.Alfa</a>!!!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzamontagna.wordpress.com/501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzamontagna.wordpress.com/501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzamontagna.wordpress.com/501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzamontagna.wordpress.com/501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzamontagna.wordpress.com/501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzamontagna.wordpress.com/501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzamontagna.wordpress.com/501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzamontagna.wordpress.com/501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzamontagna.wordpress.com/501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzamontagna.wordpress.com/501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzamontagna.wordpress.com/501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzamontagna.wordpress.com/501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzamontagna.wordpress.com/501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzamontagna.wordpress.com/501/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=501&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>E se il Vesuvio decidesse di eruttare?</title>
		<link>http://scienzamontagna.wordpress.com/2011/04/11/e-se-il-vesuvio-decidesse-di-eruttare/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 09:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia mostrano in uno studio l’importanza di educare al rischio di eruzione chi abita alle falde del Vesuvio. Il Vesuvio ha una storia di lunghi sonni (chiamati “periodi di quiescenza”), e risvegli turbolenti. Nell’età del bronzo, 3780 anni fa, il vulcano eruttò violentemente spargendo nubi roventi, polveri e <a href="http://scienzamontagna.wordpress.com/2011/04/11/e-se-il-vesuvio-decidesse-di-eruttare/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=495&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I ricercatori dell’<a href="http://www.ingv.it/">Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia</a> mostrano in uno studio l’importanza di educare al rischio di eruzione chi abita alle falde del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vesuvio">Vesuvio</a>.<br />
<a href="http://scienzamontagna.files.wordpress.com/2011/04/lave_1944_vista_verso_napolismall.jpg"><img src="http://scienzamontagna.files.wordpress.com/2011/04/lave_1944_vista_verso_napolismall.jpg?w=300&#038;h=224" alt="Lave del 1944 (vista verso Napoli) - Foto S. Carlino" title="Lave_1944_vista_verso_napolismall" width="300" height="224" class="alignleft size-medium wp-image-502" /></a><br />
Il Vesuvio ha una storia di lunghi sonni (chiamati “periodi di quiescenza”), e risvegli turbolenti. Nell’età del bronzo, 3780 anni fa, il vulcano eruttò violentemente spargendo nubi roventi, polveri e gas asfissianti fino a 25 chilometri di distanza. Fuoriuscirono almeno 4 chilometri cubi tra pomici, lave e polveri. A quel tempo la Campania era costellata da piccoli villaggi. Scavi archeologici recenti hanno riportato in luce il dramma dell’esodo forzato ed immediato di migliaia di persone, costrette ad abbandonare animali ed affari domestici nel giro di poche ore. Una fuga, dicono i ricercatori, che ebbe successo. Ma un conto è lo spostamento di qualche migliaio di persone che possiedono pochi rudimenatali attrezzi, un altro è muovere una vasta popolazione che abita edifici di sette piani, possiede una infinità di oggetti, e si deve muovere lungo un territorio densamente urbanizzato e quindi pieno di ostacoli.<br />
<a href="http://scienzamontagna.files.wordpress.com/2011/04/caldera_somma_con_lave_1944small.jpg"><img src="http://scienzamontagna.files.wordpress.com/2011/04/caldera_somma_con_lave_1944small.jpg?w=300&#038;h=225" alt="Caldera Monte Somma (con lave della eruzione del 1944) - Foto S. Carlino" title="Caldera_Somma_con_lave_1944small" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-503" /></a><br />
Eruzioni di quel genere si sono ripetute. La più famosa è quella pliniana, del 79 D.C. Pompei ed Ercolano furono travolte da devastanti flussi piroclastici (miscele di gas e materiale solido ad elevatissime temperature), perirono almeno 2000 persone. Con il tempo, il termine pliniano è stato usato per descrivere un particolare tipo di eruzione esplosiva. Un’altra eruzione nota è quella sub-pliniana del 1631 (furono quasi 10mila le vittime). Mentre l’ultima, modesta, eruzione risale al 1944.<br />
Nel 2011 il Vesuvio si presenta, per gli immobili e la popolazione potenzialmente colpiti, come il vulcano a più alto rischio in Europa, e tra i più minacciosi al mondo. Esiste un Piano d’Emergenza Nazionale dell’Area Vesuviana (<a href="http://www.protezionecivile.it/minisite/index.php?dir_pk=546&amp;cms_pk=3293&amp;n_page=4">Nepva</a>) che prevede un’area rossa (250 chilometri quadrati, di massimo impatto in caso di eruzione sub-pliniana) che coinvolge circa 600mila persone ed un’area gialla più ampia (di impatto moderato).<br />
Quale sarebbe dunque la conseguenza di un risveglio del vulcano? Stefano Carlino, vulcanologo dell’INGV spiega: “La popolazione è aumentata moltissimo rispetto alle eruzioni precedenti, quindi le persone a rischio sono di più. Ma va anche tenuto conto che la conoscenza del vulcano è enormemente migliorata, e che le attuali reti di monitoraggio consentono previsioni che prima non erano immaginabili.”<br />
Purtroppo sapere in anticipo quando ed in che modo erutterà il vulcano è ancora materia più da cartomanti che da scienziati. Ma un preavviso di ore, o perfino di giorni, oggi è possibile. I ricercatori dicono che scenari come quelli del 79 d.C. non sono remoti, e coinvolgerebbero almeno un milione di abitanti. Nel caso peggiore, però, occorrerebbe pianificare l’evacuazione di tre milioni di persone. Un dato importante che arriva dal mondo scientifico è la conferma che una eruzione, seppur non devastante come quella del 1631, dovrebbe verificarsi in questo secolo. Si parla in questo caso di eruzioni <a href="http://www.ov.ingv.it/inglese/definizioni/eruzioni_subpliniane.htm">sub-pliniane</a>.<br />
Per fortuna, quindi, che esiste un piano d’emergenza. Ma funzionerà <a href="http://www.levanteonline.net/primo-piano/approfondimenti/2591-come-non-siamo-preparati-ad-affrontare-la-prossima-eruzione-del-vesuvio.html">se quasi nessuno lo conosce</a>? Secondo Carlino il problema è proprio questo. Il successo del piano è infatti minato alla base da “una scarsa strategia di comunicazione e di informazione” e la popolazione potrebbe “reagire in maniera poco efficiente a causa di una inadeguata conoscenza del rischio”. Il vulcanologo ha svolto uno studio su 400 studenti liceali per capire quanto sia noto il problema. Il 61% di questi considera il proprio comune un posto la cui natura è ostile. Più di un terzo pensa che è neccessario fare qualcosa per ridurre il rischio e non si sente preparato per fronteggiare una emergenza. Il 62% ha sentito parlare del Nepva, ma l’80% ne sa poco o niente. La conoscenza dei processi vulcanici è scarsa.<br />
Emerge insomma il quadro di una popolazione conscia del problema, ma non educata alla prevenzione. Eppure risalta il desiderio di maggiore conoscenza, difatti quasi il 40% pensa che si dovrebbe “fare qualcosa” per ridurre il rischio, e la maggior parte ha fiducia nel progresso scientifico. Insomma, il terreno è fertile, i giovani (a parte lo zoccolo duro di un 27% fatalista) desidera saperne di più. Non mancano, poi, studi che dimostrano quanto <a href="http://www.informaworld.com/smpp/content~db=all~content=a787367431">la conoscenza e la percezione del pericolo siano condizionanti nel successo di un piano di emergenza</a>. Insomma, se il Vesuvio decidess di eruttare dovremmo chiedergli un time-out per prenderci il tempo di informare i cittadini sul funzionamento del piano d&#8217;emergenza.</p>
<p>Note: lo studio a cui si fa più volte riferimento nel testo è: Carlino, S., et al., Volcanic risk perception of young people in the urban areas of Vesuvius: Comparisons with other volcanic areas and implications for emergency management, Journal of Volcanology and Geothermal Research (2008), doi:10.1016/j.jvolgeores.2007.12.010</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzamontagna.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzamontagna.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzamontagna.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzamontagna.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzamontagna.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzamontagna.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzamontagna.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzamontagna.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzamontagna.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzamontagna.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzamontagna.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzamontagna.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzamontagna.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzamontagna.wordpress.com/495/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=495&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Condanna per Chevron: ha inquinato l&#8217;Amazzonia.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 08:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Aria]]></category>
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		<description><![CDATA[Su Repubblica.it un mio articolo sulla causa intentata e vinta contro la Chevron da 30000 (tra indigeni e coloni) ecuadoriani residenti nella selva. Qui il link. In sintesi Chevron pagherà 8.6 miliardi per danni ambientali in Amazzonia Il colosso petrolifero è stato condannato da un tribunale ecuadoregno. È uno dei risarcimenti per danni all&#8217;ambiente più <a href="http://scienzamontagna.wordpress.com/2011/02/16/condanna-per-chevron-ha-inquinato-lamazzonia/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=498&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su Repubblica.it un mio articolo sulla causa intentata e vinta contro la Chevron da 30000 (tra indigeni e coloni) ecuadoriani residenti nella selva. Qui il <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2011/02/15/news/super_multa_chevron-12505945/">link</a>.<br />
In sintesi Chevron pagherà 8.6 miliardi per danni ambientali in Amazzonia Il colosso petrolifero è stato condannato da un tribunale ecuadoregno. È uno dei risarcimenti per danni all&#8217;ambiente più grandi della storia. In quaranta anni di attività la Texaco (ora parte della Chevron) ha immesso, sistematicamente ed in gran parte volutamente, rifiuti tossici nel terreno, nei fiumi e nell&#8217;aria della amazzonia ecuadoriana. A differenza di molti altri disastri legati allo sfruttamento delle risorse petrolifere, in genere causati da un incidente, quello attuato dalla Texaco è un autentico atto criminale, secondo le vittime. Rispetto a quanto pubblicato su Repubblica volevo aggiungere qualche informazione utile.<br />
Qui si trova <a href="http://www.chevron.com/chevron/pressreleases/article/02142011_illegitimatejudgmentagainstchevroninecuadorlawsuit.news">la risposta</a> della Chevron alla condanna.<br />
Qui il <a href="http://chevrontoxico.com/news-and-multimedia/2010/0917-chevron-faces-tens-of-billions-in-clean-up-costs-potential-death-toll-put-at-10000.html">comunicato stampa</a> in cui si accenna alle potenziali 10000 vittime (morti per cancro) causati dallo sversamento di &#8220;acque di formazione&#8221; (il greggio sale dai pozzi con grandi quantità di acqua, che sono ricche di idrocarburi e che la Texaco ha per decenni riversato nei fiumi), dal rilascio di gas nell&#8217;aria (il greggio oltre all&#8217;acqua di formazione si porta dietro gas (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Idrocarburi_policiclici_aromatici">tra cui i Idrocarburi policiclici aromatici</a>)), e pozze di scarti del grggio, alcune ancora aperte, altre interrate (ma non risanate, e sulle quali indigeni e coloni hanno costruito abitazioni o che hanno usato per coltivazione).<br />
Qui un articolo scientifico sul problema della <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15473076">leucemia in aree sfruttate per l&#8217;estrazione petrolifera</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzamontagna.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzamontagna.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzamontagna.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzamontagna.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzamontagna.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzamontagna.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzamontagna.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzamontagna.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzamontagna.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzamontagna.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzamontagna.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzamontagna.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzamontagna.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzamontagna.wordpress.com/498/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=498&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Forum collaborazione Pakistan-Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 09:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per chi fosse a Roma, segnalo questa iniziativa: mercoledì 26 e giovedì 27 gennaio si terrà a Roma il forum &#8220;Pakistan beyond the emergency&#8220;. Il forum si tiene presso la Società Geografica Italiana, Palazzetto Mattei, Villa Celimontana. Tra gli organizzatori la struttura del CNR: ev-k2-CNR. Gli organizzatori presentano l&#8217;evento dicendo che durante il forum &#8220;vertici <a href="http://scienzamontagna.wordpress.com/2011/01/18/489/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=489&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi fosse a Roma, segnalo questa iniziativa: <strong>mercoledì 26 e giovedì 27 gennaio</strong> si terrà a Roma il forum &#8220;<strong>Pakistan beyond the emergency</strong>&#8220;. Il forum si tiene presso la <a href="http://www.societageografica.it/">Società Geografica Italiana</a>, Palazzetto Mattei, Villa Celimontana. Tra gli organizzatori la struttura del CNR: <a href="http://www.evk2cnr.org/cms/en">ev-k2-CNR</a>.<br />
Gli organizzatori presentano l&#8217;evento dicendo che durante il forum &#8220;vertici politici e imprenditoriali italiani incontreranno le controparti pakistane per delineare nuove strategie di collaborazione nei campi dell&#8217;imprenditoria, della cooperazione e della ricerca scientifica&#8221;.<br />
Il programma è scaricabile seguendo questo <a href="http://www.montagna.org/montagnaftp/evk2cnr/Pakistan_oltre_lemergenza_17gen11.pdf">link</a>.</p>
<p>Gli orgranizzatori chiedono se possibile di confermare la presenza mandando una mail:  K2friends@montagna.org .</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzamontagna.wordpress.com/489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzamontagna.wordpress.com/489/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzamontagna.wordpress.com/489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzamontagna.wordpress.com/489/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzamontagna.wordpress.com/489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzamontagna.wordpress.com/489/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzamontagna.wordpress.com/489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzamontagna.wordpress.com/489/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzamontagna.wordpress.com/489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzamontagna.wordpress.com/489/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzamontagna.wordpress.com/489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzamontagna.wordpress.com/489/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzamontagna.wordpress.com/489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzamontagna.wordpress.com/489/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=489&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Piu disastri: meno nucleare</title>
		<link>http://scienzamontagna.wordpress.com/2011/01/13/piu-disastri-meno-nucleare/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 09:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Societa&#039;]]></category>
		<category><![CDATA[Terra/Roccia]]></category>

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		<description><![CDATA[La EEA (Agenzia Europea per l&#8217;Ambiente) fornisce un nuovo spunto di riflessione sulle scelte energetiche del nostro paese. Cosa dice in sintesi il nuovo rapporto della EEA? Dice che il numero di disastri tra il 1998 ed il 2009 sono aumentati in tutta Europa, che sono aumentati in frequenza e impatto su economia e comunità <a href="http://scienzamontagna.wordpress.com/2011/01/13/piu-disastri-meno-nucleare/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=482&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://www.eea.europa.eu/">EEA </a>(Agenzia Europea per l&#8217;Ambiente) fornisce un nuovo spunto di riflessione sulle scelte energetiche del nostro paese.<br />
Cosa dice in sintesi il<a href="http://www.eea.europa.eu/publications/mapping-the-impacts-of-natural"> nuovo rapporto</a> della EEA?<br />
Dice che il numero di disastri tra il 1998 ed il 2009 sono aumentati in tutta Europa, che sono aumentati in frequenza e impatto su economia e comunità umane. Aumentano insomma i danni. Già, ma di quali disastri parliamo?<br />
Nel rapporto l&#8217;agenzia si concentra su <strong>tre tipologie di disastro</strong>: quello idrologico/climatico (inondazioni, temperature estreme, siccità, frane), quello geofisico (terremoti, valanghe, frane, vulcani) e quello tecnologico (sversamenti idrocarburi, incidenti industriali, rilascio sostanze tossiche).<br />
Non sviluppo oltre questo post perchè conoscendo il mio paese, so che siamo in zona <strong>alto rischio su tutti tre i fronti</strong>!<br />
A questo aggiungerei quella che in un mio recente articolo su <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2011/01/12/news/terremoti_corruzione-11130664/">Rep.it</a> definisco l&#8217;<em>anomalia Italia</em>. Una anomalia ora provata statisticamente sulla rivista scientifica <a href="http://www.nature.com">Nature</a>: siamo un paese ricco ma corrotto, e quindi inaffidabile. Spicchiamo per questo dato: in alto come ricchezza, <a href="http://www.transparency.org/policy_research/surveys_indices/cpi/2010/results">sotto il Rwanda come livello di corruzione</a>.<br />
Costruire reattori nucleari da noi è come mandare una scolaresca a fare un picnic su un campo minato.</p>
<p>Aggiornamento [13.01.2011]<br />
Provo a chiarire il concetto. Siamo in un paese che cresciuto a forza di parabole, provo anche io questo potente mezzo. Eccola: una famiglia si trova in casa un ordigno che potrebbe esplodere. È costruito bene. Cioè, <em>forse </em>è costruito bene, insomma, sulla etichetta di &#8220;ordigno&#8221; c&#8217;è scritto così. Si presentano tre persone a ritirare questo ordigno:</p>
<ul> * una è ben attrezzata e possiede strumenti aggiornati, ed una lista di &#8220;referenti&#8221; che garantiscono sulla sua onestà, ha un curriculum decennale di integerrima attività nel settore.<br />
* un&#8217;altra è ben attrezzata e possiede strumenti aggiornati. Manca la lista di referenti. Ha precedenti gravi di corruzione, disonestà, riciclaggio di sostanze e materiali pericolosi. Gira voce che sia poco affidabile. Certo, fino a poco tempo fa erano voci, ultimamente però ci sono un paio di rapporti scientifici che mostrano che si tratta di un fatto reale: le voci sono confermate. Lui nega, anzi, insiste che puo&#8217; prendersi carico dell&#8217;ordigno.<br />
* il terzo è povero. Non ha che strumenti vecchi ed arrugginiti, dice di non saperne molto di ordigni. Ha un passato di guastatore.Ha precedenti gravi di corruzione, disonestà, riciclaggio di sostanze e materiali pericolosi. Gira voce che sia poco affidabile, anzi, non c&#8217;è bisogno di studi scientifici: si sa che è disonesto.</ul>
<p>Ecco, quella famiglia siete voi: a chi affidate l&#8217;ordigno? Chi dei tre è più pericoloso?<br />
Il primo è chi volete voi tra Nuova Zelanda, o i nostri vicini Svizzeri e Francesi. A parte la Svizzera che spicca per ricchezza (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_GDP_%28PPP%29_per_capita">7° per Prodotto Interno Lordo</a>), NZ e Fr sono più o meno ricchi quanto noi. Insomma: è confermato che possediamo se non altro lo stesso capitale per permetterci la costruzione di centrali nucleari. È poi fuor di dubbio che abbiamo esperti, scienziati, ingengeri e tecnici, all&#8217;altezza.<br />
Ora però se ci confrontiamo per livello di corruzione, e disonestà, vediamo che ci stacchiamo da Nuova Zelanda e Francia per il <a href="http://www.transparency.org/policy_research/surveys_indices/gcb/2010">grado di disonestà </a>(Nuova Zelanda: primo posto al mondo per onestà, Francia: livello 25, Svizzera: 8). Insomma, non siamo il primo della lista sopra, ma il secondo. L&#8217;Italia è al 67 posto nella scala della corruzione percepita nei pubblici uffici, molto lontana da Franica e Svizzera.<br />
Siamo sotto al Rwanda (che per GDP è 164 su 182 paesi) e sopra alla Georgia. Che sarebbero poi il terzo personaggio: poco affidabile ma anche chiaramente privo di mezzi.<br />
Io direi che noi siamo i più pericolosi di tutti. Perchè se è vero che, come dicono i sostenitori del nucleare, abbiamo i mezzi come i nostri vicini europei, ci stacchiamo da loro per la nostra disonestà: storica, profonda, radicata, perfino proclamata ed osannata da persone di rilievo nella politica. Siamo inaffidabili, pericolosi. Non parlo di me e di te (non sia mai!), ma di chi si puo&#8217; (anzi, di chi certamente lo farà) infiltrare in progetti in cui girano grandi capitali. Il Rwanda preoccupa di meno: non ha i capitali nè gli strumenti per gestire un tale progetto. Svizzera e Francia idem: hanno sia i capitali che un sistema solido ed affidabile.<br />
Fine.</p>
<p><em>Un paio di considerazioni finali.</em><br />
Analisti economici e del rischio avranno notato che dal 2005 ad oggi l&#8217;Italia sta scendendo costantemente la scala della disonestà (guardate i dati a confronto su <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Corruption_Perceptions_Index">Wikipedia</a>). Quindi niente miglioramento, anzi, peggiornamento nell&#8217;orizzonte istituzionale italiano. Perdità di credibilità.<br />
Condividiamo con la Russia questa caratteristica di ricchezza sopra la media mondiale e disonestà sotto il livello minimo accettabile.<br />
Nel grafico che vedete è interessante notare qualche cosa ancora: povertà e disonestà sono in qualche modo correlate. Questo è ovvio. Lo mostra la linea tratteggiata che &#8220;approssima&#8221; la nuvola dei punti. Attorno a questa linea è importante notare i punti (o i paesi insomma) che si discostano notevolmente dalla approssimazione. Sono evidentemente casi particolari, non rispettano insomma la previsione della linea media. Se uno dovesse spiegare ad un marziano la relazione tra povertà e disonestà mostrerebbe la linea e basta ed il marziano, nota la ricchezza di un paese potrebbe predire grossomodo il grado di onestà del paese. In poche parole: il Giappone rispetta pienamente le previsioni. Anche il Pakistan, con la sua povertà e livello di corruzione diffusi. Italia (ricca e disonesta), Nuova Zelanda (ricca ma particolarmente onesta), Cile (con una onestà stranamente spiccata per il suo grado di ricchezza), Russia (come mai cosi&#8217; disonesta data la ricchezza media del paese?). Haiti? Povera,ma soprattutto mostruosamente disonesta.<br />
<div id="attachment_485" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://scienzamontagna.files.wordpress.com/2011/01/prc3a4sentation1.jpg"><img src="http://scienzamontagna.files.wordpress.com/2011/01/prc3a4sentation1.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" title="Präsentation1" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-485" /></a><p class="wp-caption-text">Grafico che mostra il livello di ricchezza di un paese confrontato con la disonestà delle istituzioni</p></div><br />
Chiudo dicendo che è importante considerare i limiti di queste scale globali. Sono <strong>molto </strong>approssimative. Vanno prese come indici, qualcosa su cui riflettere, ma non un dato &#8220;hard&#8221; e non questionabile. Che significa sia che un valore possa essere particolarmente pessimista, ma anche ottimista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzamontagna.wordpress.com/482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzamontagna.wordpress.com/482/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzamontagna.wordpress.com/482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzamontagna.wordpress.com/482/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzamontagna.wordpress.com/482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzamontagna.wordpress.com/482/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzamontagna.wordpress.com/482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzamontagna.wordpress.com/482/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzamontagna.wordpress.com/482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzamontagna.wordpress.com/482/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzamontagna.wordpress.com/482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzamontagna.wordpress.com/482/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzamontagna.wordpress.com/482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzamontagna.wordpress.com/482/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=482&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Clima, mai pensato agli alberi in città?</title>
		<link>http://scienzamontagna.wordpress.com/2011/01/11/clima-alberi-in-citta/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 08:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Societa&#039;]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando sono nato sento i miei concittadini milanesi lamentarsi della mancanza di verde in città. Una mancanza cronica che andrebbe curata. Quarant&#8217;anni fa questa mancanza si faceva sentire più per un bisogno ricreativo, a questo oggi si aggiunge l&#8217;urgenza di mitigare gli effetti dell&#8217;inquinamento e, perfino, del cambiamento climatico. Va bene che l&#8217;atmosfera europea <a href="http://scienzamontagna.wordpress.com/2011/01/11/clima-alberi-in-citta/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=477&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando sono nato sento i miei concittadini milanesi lamentarsi della mancanza di verde in città. Una mancanza cronica che andrebbe curata. Quarant&#8217;anni fa questa mancanza si faceva sentire più per un bisogno ricreativo, a questo oggi si aggiunge l&#8217;urgenza di mitigare gli effetti dell&#8217;inquinamento e, perfino, del cambiamento climatico. Va <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2011/01/06/news/qualita_aria_europa-10917259/">bene che l&#8217;atmosfera europea sta migliorando secondo la EEA</a>, ma questo si tratta di un miglioramento misurato su grande scala: se andiamo a vedere lo stato dell&#8217;aria nelle città il miglioramento è minimo (comunicazione privata di un ricercatore CNR, chi ha qualche dato recente puo&#8217; inviarmelo).<br />
Qui sotto, un breve estratto in inglese che illustra i benefici del verde in città da un&#8217;ottica molto attuale. Chiediamo più alberi in città. A Chicago prevedono un incremento del verde urbano entro il 2020, proprio per combattere il riscaldamento climatico, impossibile fare altrettanto nelle maggiori città italiane?</p>
<p>Urban trees<br />
Urban trees provide a number of adaptation benefits for climate change impacts, many of which also provide benefits for mitigation. Examples of both benefits are absorbing carbon dioxide once it exists in the atmosphere, increasing the absorptive capacity of soil for water that might otherwise result in flooding, and reducing heat through shading. Citing and building on the work of David J. Nowak and others from the U.S. Department of Agriculture (USDA) Forest Service, the U.S. EPA and U.S. DOE recent GHG (=gas serra, n.d.r.) emission inventories note the <strong>substantial increase in the contribution of urban trees to carbon absorption or sequestration</strong>. U.S. EPA notes that between 1990 and 2007, the contribution of urban trees to sequestration has increased by <strong>61%</strong>.<br />
<strong>The Chicago strategies for adaptation include increasing the urban tree canopy 20% by 2020</strong>, and this increase is expected to both dramatically reduce the urban heat island effect, and provide annual carbon sequestration benefits.<br />
<strong>New York City has adopted a program to plant one million trees</strong> to support the various contributions of urban trees to climate change adaptation [http://www.nyc.gov/html/planyc2030/.25].</p>
<p><em>Estratto da: Climate change mitigation and adaptation in North American cities .<br />
Current Opinion in Environmental Sustainability, In Press, Available online 7 January 2011<br />
Rae Zimmerman, Craig Faris</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzamontagna.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzamontagna.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzamontagna.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzamontagna.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzamontagna.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzamontagna.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzamontagna.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzamontagna.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzamontagna.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzamontagna.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzamontagna.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzamontagna.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzamontagna.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzamontagna.wordpress.com/477/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=477&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Qualità dell&#8217;aria in Europa: è più pulita</title>
		<link>http://scienzamontagna.wordpress.com/2011/01/10/qualita-dellaria-in-europa-e-piu-pulita/</link>
		<comments>http://scienzamontagna.wordpress.com/2011/01/10/qualita-dellaria-in-europa-e-piu-pulita/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 06:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://scienzamontagna.wordpress.com/?p=471</guid>
		<description><![CDATA[Finalmente in Italia e nel resto d&#8217;Europa si respira un&#8217;aria migliore. È questo il risultato di recenti direttive europee che hanno imposto rigorose limitazioni alle emissioni di molti degli inquinanti che per decenni hanno afflitto l&#8217;atmosfera del continente, e la salute degli europei. A sostenerlo è un rapporto appena pubblicato dalla Agenzia Europea per l&#8217;Ambiente <a href="http://scienzamontagna.wordpress.com/2011/01/10/qualita-dellaria-in-europa-e-piu-pulita/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=471&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente in Italia e nel resto d&#8217;Europa si respira un&#8217;aria migliore. È questo il risultato di recenti direttive europee che hanno imposto rigorose limitazioni alle emissioni di molti degli inquinanti che per decenni hanno afflitto l&#8217;atmosfera del continente, e la salute degli europei. A sostenerlo è un rapporto appena pubblicato dalla Agenzia Europea per l&#8217;Ambiente (EEA).<br />
Leggi il resto su <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2011/01/06/news/qualita_aria_europa-10917259/">Repubblica</a>.<br />
<a href="http://scienzamontagna.files.wordpress.com/2011/01/green-farm-and-blue-sky.jpg"><img src="http://scienzamontagna.files.wordpress.com/2011/01/green-farm-and-blue-sky.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" title="green-farm-and-blue-sky" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-474" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzamontagna.wordpress.com/471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzamontagna.wordpress.com/471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzamontagna.wordpress.com/471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzamontagna.wordpress.com/471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzamontagna.wordpress.com/471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzamontagna.wordpress.com/471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzamontagna.wordpress.com/471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzamontagna.wordpress.com/471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzamontagna.wordpress.com/471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzamontagna.wordpress.com/471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzamontagna.wordpress.com/471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzamontagna.wordpress.com/471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzamontagna.wordpress.com/471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzamontagna.wordpress.com/471/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=471&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>i ghiacciai alpini rischiano di scomparire</title>
		<link>http://scienzamontagna.wordpress.com/2011/01/10/i-ghiacciai-alpini-rischiano-di-scomparire/</link>
		<comments>http://scienzamontagna.wordpress.com/2011/01/10/i-ghiacciai-alpini-rischiano-di-scomparire/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 06:52:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ghiaccio/Neve]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Repubblica l&#8217;ultimo, allarmante, rapporto sullo stato dei ghiacciai nelle catene di tipo alpino nelle fasce temperate del pianeta. A causa del riscaldamento del pianeta, entro fine secolo potrebbero scomparire il 75% dei ghiacciai alpini e il 70% di quelli neozelandesi.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=469&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2011/01/09/news/ghiacciai_rischio_estinzione_entro_2100-11014341/">Repubblica </a>l&#8217;ultimo, allarmante, rapporto sullo stato dei ghiacciai nelle catene di tipo alpino nelle fasce temperate del pianeta. A causa del riscaldamento del pianeta, entro fine secolo potrebbero scomparire il 75% dei ghiacciai alpini e il 70% di quelli neozelandesi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzamontagna.wordpress.com/469/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzamontagna.wordpress.com/469/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzamontagna.wordpress.com/469/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzamontagna.wordpress.com/469/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzamontagna.wordpress.com/469/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzamontagna.wordpress.com/469/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzamontagna.wordpress.com/469/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzamontagna.wordpress.com/469/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzamontagna.wordpress.com/469/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzamontagna.wordpress.com/469/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzamontagna.wordpress.com/469/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzamontagna.wordpress.com/469/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzamontagna.wordpress.com/469/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzamontagna.wordpress.com/469/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=469&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Specie da scoprire: studiamo gli erbari</title>
		<link>http://scienzamontagna.wordpress.com/2010/12/07/specie-da-scoprire/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 08:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono migliaia di erbari nel mondo (collezioni di campioni di piante ed erbe). Basterebbe studiare la flora che contengono per dare un nome alle specie ancora da scoprire. Da almeno un secolo i botanici raccolgono campioni di erbe e piante varie. Li chiudono in un raccoglitore, stipano in un deposito nel sottosuolo di una <a href="http://scienzamontagna.wordpress.com/2010/12/07/specie-da-scoprire/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=467&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono migliaia di erbari nel mondo (collezioni di campioni di piante ed erbe). Basterebbe studiare la flora che contengono per dare un nome alle specie ancora da scoprire.<br />
Da almeno un secolo i botanici raccolgono campioni di erbe e piante varie. Li chiudono in un raccoglitore, stipano in un deposito nel sottosuolo di una università o di un museo, chiudono, e ripartono per raccogliere nuovi campioni. Passano gli anni, e dopo cinque anni non hanno studiato e catalogato il 16% delle piante raccolte, magari includendo nuove specie nella tassonomia delle piante. L&#8217;80% dei campioni studiati e che vengono presentati in nuove pubblicazioni scientifiche è di piante che sono state raccolte più di cinque anni prima. Circa un quarto delle nuove specie che entrano negli atlanti della flora mondiale è stata raccolta 50 anni prima di essere analizzata.<br />
Insomma, un nuovo studio su <a href="http://www.pnas.org/content/early/2010/12/01/1011841108.abstract?etoc">PNAS </a>ci mostra che abbiamo già molto materiale per classificare la maggior parte delle specie vegetali del pianeta, bisognere, dicono i ricercatori, investire piu&#8217; tempo e risorse economiche nell&#8217;analisi del materiale già raccolto.<br />
Inutile continuare a raccogliere se poi non si classifica&#8230;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzamontagna.wordpress.com/467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzamontagna.wordpress.com/467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzamontagna.wordpress.com/467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzamontagna.wordpress.com/467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzamontagna.wordpress.com/467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzamontagna.wordpress.com/467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzamontagna.wordpress.com/467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzamontagna.wordpress.com/467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzamontagna.wordpress.com/467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzamontagna.wordpress.com/467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzamontagna.wordpress.com/467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzamontagna.wordpress.com/467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzamontagna.wordpress.com/467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzamontagna.wordpress.com/467/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=467&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>I 15 hotspot di biodiversità in Italia &#8211; su Repubblica</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 07:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco la lista delle 15 perle di biodiversità in Italia. 15 luoghi protetti o da proteggere che sono di importanza internazionale per la difesa della varietà della vita sulla terra. A selezionarli sono scienziati italiani, iche hanno fatto uno sforzo notevole nella scelta: secondo loro quindici è un numero estremamente ridotto per rappresentare la ricchezza <a href="http://scienzamontagna.wordpress.com/2010/12/07/i-15-hotspot-di-biodiversita-in-italia-su-repubblica/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=464&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco la lista delle 15 perle di biodiversità in Italia. 15 luoghi protetti o da proteggere che sono di importanza internazionale per la difesa della varietà della vita sulla terra. A selezionarli sono scienziati italiani, iche hanno fatto uno sforzo notevole nella scelta: secondo loro quindici è un numero estremamente ridotto per rappresentare la ricchezza di biodiversità del nostro paese. Mille chilometri di costa, pianura, montagna, da montagne innevate ad aree semi-desertiche nel meridione, il nostro paese ha una geografia cosi&#8217; variata che 15 aree sono una scelta forzata, limitata. Ci abbiamo provato lo stesso. Ed ecco <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2010/12/02/news/biodiversit_2010-9688098/">qui </a>il risultato.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzamontagna.wordpress.com/464/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzamontagna.wordpress.com/464/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzamontagna.wordpress.com/464/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzamontagna.wordpress.com/464/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzamontagna.wordpress.com/464/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzamontagna.wordpress.com/464/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzamontagna.wordpress.com/464/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzamontagna.wordpress.com/464/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzamontagna.wordpress.com/464/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzamontagna.wordpress.com/464/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzamontagna.wordpress.com/464/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzamontagna.wordpress.com/464/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzamontagna.wordpress.com/464/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzamontagna.wordpress.com/464/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzamontagna.wordpress.com&amp;blog=7828442&amp;post=464&amp;subd=scienzamontagna&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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